Attenzione alle truffe quando vendi l'auto!

Quando si decide di vendere privatamente la propria vecchia auto, è opportuno fare molta attenzione alle varie truffe nelle quali si può incorrere. Infatti, a rispondere agli annunci non sono sempre acquirenti seri ed interessati, bensì spesso ci si trova ad aver a che fare con dei veri e propri truffatori specializzati nel mercato delle auto usate. Prevenire queste truffe è in ogni caso possibile se, ovviamente oltre ad utilizzare il buon senso e il giusto senso critico, si è a conoscenza delle tecniche più utilizzate per raggirare i venditori.

L'ADDEBITO TELEFONICO Questo schema è il meno diretto ma anche uno dei più diffusi per truffare chi vende la propria auto. Infatti, molto difficilmente si riesce ad individuarne il colpevole ed il trucco è talmente semplice che tanti non vi pongono nemmeno attenzione. Consiste nell'essere contattati da un numero, solitamente iniziante per 00 o per 899, che chiede di essere ricontattato al più presto possibile. Questi numeri sono creati appositamente per addebitare cifre spropositate a chi li chiama, cosa che molto spesso riesce perché in pochi prestano attenzione al prefisso e spesso chi lo fa ignora la situazione. Di per sé, utilizzando un normale telefono cellulare con una SIM dal credito nella media, non si rischia altro che di perdere il credito presente, inoltre facendo una tempestiva denuncia alla polizia postale è spesso possibile riuscire ad avere tracce del responsabile. Lo stesso discorso vale anche per i contatti tramite posta elettronica: infatti, molti inseriscono nella mail inviata al venditore un link e chiedono di aprirlo spacciandolo per un indirizzo contenente le loro generalità o comunque utile ai fini della compravendita. Se per errore si apre questo indirizzo, tuttavia, esiste una buona possibilità che esso contenga un malware che si installerà nel computer del malcapitato con potenziale furto di identità e dati sensibili presenti all'interno del dispositivo.

L'ASSEGNO FALSO Purtroppo alle volte il danno è ben più grave del furto del credito presente sulla SIM. Infatti talvolta può capitare di essere contattati da un signore simpatico, ben vestito e distinto. Egli normalmente possiede un modo di fare piacevole ed intavola le trattative senza neanche trattare sul prezzo, a volte potrebbe persino lasciare una copia della carta d'identità a testimonianza della sua trasparenza, dietro la quale si cela in realtà un animo truffaldino. Infatti, il truffatore da assegno è un personaggio insospettabile, che sembra non badare a spese e stacca al venditore un bel circolare senza pensarci due volte, talvolta offrendo persino una cifra maggiore di quella richiesta nell'annuncio. Ovviamente, nessuno pagherebbe mai di propria volontà, dunque questo eventuale comportamento deve essere il primo segnale d'allarme per un venditore attento. Infatti, quando si andrà ad incassare l'assegno in filiale, molto probabilmente non si avrà nessun problema a farlo, in quanto le banche ricevono solitamente gli assegni ma li vagliano ad un attento controllo solo dopo qualche giorno. Si intenda, a meno che il truffatore non sia uno sprovveduto alle prime armi, gli assegni sono di solito molto ben fatti e comprensivi di filigrana, solo ad un occhio davvero attento ed esperto della materia potrebbero risultare dei falsi. In ogni caso, una volta incassato l'assegno trascorre di norma qualche giorno, dopodiché la banca chiamerà per avvisare che esso è un falso. Mettendosi sulle orme dell'auto, si scoprirà che la targa è stata riconsegnata e che non è possibile recuperarne le tracce: molto probabilmente si troverà in qualche nazione dell'est Europa dove rintracciarla sarebbe una missione davvero alle soglie dell'impossibile, cosicché non resta altro da fare se non rassegnarsi.

IL RICICLAGGIO DI DENARO Questo tipo di raggiro non è una truffa convenzionale, bensì un modo per riciclare dei soldi sporchi da parte dell'acquirente. In questo caso il rischio non è dato dalla perdita del valore dell'auto, ma da un processo per associazione mafiosa: salvo che non stiate vendendo una supercar d'epoca dal valore inestimabile, dunque, è peggio incorrere in questo guaio che non subire il danno economico. L'acquirente, di norma residente all'estero, chiama il venditore promettendo di acquistare il veicolo ad un valore persino maggiore di quello richiesto (vedi sopra), ma chiederà in cambio un piccolo favore. Una volta effettuato il bonifico, che sarebbe decisamente superiore al valore accordato per la trattativa, infatti, il compratore chiederà che la cifra in eccesso –spesso migliaia di euro- venga successivamente restituita dal venditore tramite un secondo bonifico. La ragione è che in questo modo egli potrà far circolare il proprio denaro proveniente da attività illecite o non dichiarato, "ripulendolo" ai fini fiscali. Nel caso in cui, però, egli dovesse mai avere dei problemi con la legge, i suoi conti verranno bloccati e controllati meticolosamente proprio alla ricerca dei metodi usati per riciclare il denaro. Il conto del venditore apparirà sull'elenco dei movimenti e questi dovrà risponderne di fronte alle autorità, anche se dimostrando la propria buona fede non dovrebbe passare guai ulteriori. Oltre ad essere dispendioso e impegnativo a livello di tempo, comunque, non è mai bello vedersi notificare un avviso del genere a casa e dunque meglio evitare di soddisfare le richieste di chi agisce in questo modo.

LA COSTA D'AVORIO, MEGLIO EVITARLA Ci sono truffe che non perdono mai efficacia. Tra queste, quella di fingere di provenire da un'altra nazione (nella quasi totalità dei casi la Costa d'Avorio) e di necessitare l'acquisto di una macchina prima di trasferirsi in Italia. In questo caso il truffatore si dice disposto ad acquistare il veicolo, ma prima bisognerà adempiere ad alcune pratiche locali, giusto un po'di burocrazia. Dopo qualche giorno, infatti, un complice del truffatore vi contatterà fingendosi un'autorità istituzionale della Costa d'Avorio, spesso davvero esistente, dicendovene anche il nome. Questo vi chiederà di pagare la tassa prevista del 10% per la transazione, ma dal momento in cui effettuerete il pagamento perderete ogni traccia sua e dell'acquirente, che cancelleranno i numeri e spariranno con il bottino.