Certificato di proprietà auto (CdP)

Il certificato di proprietà, o più semplicemente CdP, è un documento molto importante per gli automobilisti. Spesso si tende a non considerarlo molto, in quanto non è necessario per la circolazione e non viene richiesto quando si viene fermati per strada. Tuttavia, questo documento è necessario per lo svolgimento di numerose pratiche, specialmente quelle riguardanti la vendita o l'acquisto di un'auto usata.

PERCHÉ ESISTE IL CERTIFICATO DI PROPRIETÀ Il certificato di proprietà viene rilasciato dalle sedi locali dell'Automobile Club, meglio noto come ACI, ed è necessario per la trascrizione della proprietà del veicolo nei registri del PRA (Pubblico Registro Automobilistico). La ragione per cui nel nostro ordinamento giuridico è prevista questa possibilità è legata all'importanza ed al valore che hanno gli autoveicoli. Infatti l e automobili sono beni piuttosto costosi, arrivando a costare anche centinaia di migliaia di euro, dunque rappresentano una risorsa importante per il fisco nazionale. Avere un registro pubblico al quale iscrivere la proprietà di questi veicoli permette di conoscerne gli intestatari, combattendo così l’evasione fiscale, senza mai perdere traccia dei passaggi di proprietà che li coinvolgono. Anche il furto si lega in modo particolare al CdP e al valore delle automobili: grazie al Certificato di proprietà, infatti, è possibile stabilire con certezza se chi denuncia il urto di un’auto (refurtiva spesso molto cospicua) dice il vero oppure il falso. Anche in caso di passaggio di proprietà, poi, la parte di questo documento è importante: grazie ad esso, l’acquirente può constatare che il veicolo che sta comprando appartiene effettivamente a colui che glielo sta vendendo.

RIVOLUZIONE DIGITALE Date le funzioni legate al certificato di proprietà, considerate le ragioni per cui esso è stato creato e le situazioni in cui esso è utile, appare chiaro come fosse più conveniente conservare il CdP in casa e non sulla propria auto. Anche nel caso in cui il veicolo fosse stato rubato, infatti, si sarebbe potuto immediatamente disporre del certificato per fare denuncia ai carabinieri senza dover svolgere prima la procedura per l’ottenimento di un duplicato. Oggi, però, questo problema non si pone neppure, in quanto il certificato di proprietà non è più un documento fisico, ma digitale.

La trasformazione del CdP in un documento digitale segue un progetto che sta diventando sempre più importante nel corso degli anni, ovvero la semplificazione della burocrazia legata al mondo delle automobili. Un esempio noto alla maggior parte degli automobilisti è la copertura dell’assicurazione, che oggi si può verificare semplicemente andando a digitare la targa di un veicolo all’interno di un database. Ci sono numerosi vantaggi legati alla digitalizzazione del certificato di prorpietà. Per prima cosa, ora sarà impossibile smarrire il documento, dunque non sarà più necessario affrontare tutta la pratica per l’ottenimento di un duplicato. Inoltre, nel caso di furto, per i delinquenti non sarà più possibile riuscire a vendere l’automobile ad un acquirente in buona fede, in quanto non potranno più mostrargli un certificato di proprietà contraffatto. Oggi, dunque, quando si compra un veicolo nuovo o usato, non si riceve più il certificato di proprietà cartaceo, ma solo una ricevuta che attesta l’avvenuta trascrizione sul registro digitale dell’acquisto. Il valore del risparmio in seguito all’operazione, che potrebbe sembrare secondaria, è stimato in 4,5 milioni di euro, una cifra di tutto rispetto che motiva degnamente l’innovazione digitale nel campo burocratico.

ACCEDERE AL FORMATO ELETTRONICO Per accedere al certificato di proprietà di un veicolo acquistato dopo il 5 ottobre 2015 (ovvero la data dell’inizio di questa digitalizzazione) ci sono tre modi. Il primo è quello di avere a disposizione la ricevuta ottenuta al momento del passaggio di proprietà: essa presenta un codice QR, ovvero un’immagine che, letta tramite apposite applicazioni installate sugli smartphone, consente di aprire direttamente la pagina internet che presenta il documento. Se non si è momentaneamente in grado di utilizzare un’app che faccia la scansione del codice QR, si può procedere in modo più tradizionale recandosi sul sito dell’ACI nella sezione dedicata alla visione del certificato di proprietà. Sempre con la ricevuta alla mano, bisogna leggere il codice personalizzato riportato su di essa ed inserirlo come credenziale di acceso; anche in questo caso, si verrà automaticamente reindirizzati sulla pagina riportante il proprio CdP.

Può capitare, in ogni caso, che anche l’era digitale non sia sufficiente ad eliminare i problemi delle persone più sbadate. Così, anche quando si perde la ricevuta recante l’immagine QR ed il codice personalizzato di accesso, ne va richiesta una ristampa. Questa operazione si può effettuare gratuitamente rivolgendosi allo STA (Sportello Telematico dell’Automobilista) che aveva rilasciato la ricevuta in precedenza. Ci sono numerosi STA su tutto il territorio nazionale, garantendo una relativa vicinanza a chiunque, anche a chi non abita in grandi centri urbani. I punti dove si può trovare uno STA sono le sedi dell’ACI e tutte le loro delegazioni territoriali, che coprono tutta l’Italia fornendo numerosi servizi ai loro soci. Anche la Motorizzazione Civile è in grado di svolgere i servizi dello sportello telematico, oltre alle agenzie di pratiche auto che sono abilitate al rilascio della ricevuta per il CdP.

 

COME SI PRESENTA Il certificato di proprietà si presentava, nella sua forma cartacea, come un documento che associava alle generalità del proprietario del veicolo la targa di esso. Insomma, non era niente di particolarmente tecnico, ma quel che riportava sul retro poteva diventare una risorsa molto importante per tutti coloro che desideravano vendere la propria auto. Era presente, infatti, un modulo per la vendita, dove inserire i dati dell’acquirente e quelli del beneficiario dell’acquisto. Autenticando la firma su questa scrittura, si disponeva immediatamente di un contratto di vendita valido. L’autenticazione poteva avvenire in vari modi, sia presso gli uffici dell’ACI che negli studi notarili, ed il prezzo per autenticare questa dichiarazione unilaterale di vendita si aggirava intorno ai 40 euro. Essendo le automobili dei beni mobili registrati, non è possibile per la loro vendita altra forma che quella scritta, ed il passaggio della proprietà si perfeziona con la trascrizione nel PRA dell’avvenuta alienazione. Oggi, il certificato di proprietà non viene più compilato dalle parti che si accordano per la vendita, ma dallo staff del PRA che poi procede con il rilascio della ricevuta. Questo sistema è stato studiato per rendere più “lean”, ovvero snello ed efficiente il modo con cui vengono comprate e vendute le automobili, specialmente usate. Per i compratori c’è maggiore sicurezza, per i venditori meno tempo richiesto e meno spese da sostenere.

I DATI PRESENTI SUL CDP I dati presenti su un certificato di proprietà sono gli stessi, in ogni caso, sia che si tratti del tradizionale modello cartaceo o di quello rinnovato in forma digitale. Come accennato in precedenza, scompare il retro dedicato al passaggio di proprietà, ma rimangono altre informazioni:

  • La targa, essenziale per riconoscere ogni auto in modo unico ed inequivocabile
  • Il modello, che può essere utile per verificare che la targa non sia stata spostata da un’auto all’altra o contraffatta per evitare che le contravvenzioni giungano al guidatore.
  • I dati fiscali, ovvero le principali caratteristiche della macchina, come alimentazione e potenza. Questa indicazione è pensata per una ragione diversa dalla stessa riportata sul libretto di circolazione. Nel caso del libretto, infatti, è utile soprattutto alle forze dell’ordine quando, durante un controllo, vogliono verificare che non siano state apportate al motore delle modifiche non da regolamento. Tuttavia il libretto di circolazione è ancora presente nella versione cartacea, dunque può venire contraffatto da qualche abile maneggiatore di documenti. Diverso è il caso del certificato di proprietà, maggiormente utile quando si va a vendere la macchina, affinché l’acquirente possa verificare quale sia l’allestimento del veicolo che sta acquistando. In questo modo, egli può verificare direttamente sul sito dedicato che l’alimentazione e la cilindrata dell’automobile che sta comprando sia effettivamente quella che il venditore ha dichiarato.
  • Il numero di certificato, un dato che per il proprietario del mezzo non trova molta utilità, specialmente nel formato digitale. Il suo scopo è principalmente interno agli uffici STA.
  • Il numero di telaio è un’informazione molto importante. Mentre le targhe possono essere staccate, modificate e occultate, il numero di telaio è meno visibile ma molto più univoco. Uno dei business sporchi di alcuni truffatori è proprio grattarlo via, per non rendere riconoscibile il mezzo, specialmente nel caso in cui vogliano tenere in officina dei mezzi rubati per poterne trarre pezzi di ricambio da installare sulle auto dei clienti. Speriamo che i maggiori controlli possibili grazie alla digitalizzazione del certificato di proprietà siano anche utili per arginare i problemi connessi ad attività illecite di questo tipo.
  • La data di immatricolazione è un altro elemento che non potrà più venire contraffatto ora che il CdP è disponibile online. Con il passare del tempo, infatti, un’auto perde valore, così sempre tramite la contraffazione del libretto di circolazione e del vecchio certificato di proprietà era possibile frodare gli acquirenti vendendo un’auto che si spacciava per più recente. Ora, invece, il controllo del modulo sul web darà una risposta insindacabile, rendendo le transazioni più trasparenti.
  • La provincia presso il quale è stato rilasciato il documento, utile appunto nel caso si dovessero svolgere o richiedere delle pratiche che non si possono effettuare al di fuori dell’ufficio provinciale di competenza.

IL PASSAGGIO DI PROPRIETÀ TRAMITE CDPD Oggi il retro del certificato di proprietà non presenta alcun retro, ma è ancora possibile utilizzarlo per un passaggio di proprietà. Farlo non è tanto più comodo di una volta, ma rimane un’operazione piuttosto semplice. Aprendo il proprio certificato di proprietà sul web, infatti, è possibile avere accesso ad un modulo molto simile a quello che era presente sul retro del suo antenato cartaceo. Anche in questo caso va fatta la richiesta dell’operazione del passaggio di proprietà, e anche in questo caso si tratta di un atto unilaterale che va presentato dal proprietario del mezzo o da un terzo autorizzato con delega. In seguito vengono richieste le generalità dell’acquirente, da verificare poi in sede d’ufficio. Il problema legato al certificato di proprietà digitale, infatti, è proprio che esso non va ad eliminare la necessaria presenza fisica per il passaggio di proprietà. Utile, invece, la funzione che ricorda le imposte da pagare e gli step da seguire per vendere correttamente l’automobile in questione, aiutando i meno esperti a svolgere le operazioni nel modo giusto.